Arte.it Notizie

Tutte le notizie sul mondo dell'arte.
Arte.it Notizie
  1. Dentro l’arte di Henry Moore, tra natura e disegno. In mostra a Firenze lo scultore che amava Giotto e la Toscana
    Nella consistenza di ciottoli, rocce, tronchi e radici, nella potenza delle mani, capaci di creare, ma anche di veicolare sensazioni e sentimenti, prende forma la relazione intrinseca tra l’uomo e la materia. Henry Moore, lo scultore moderno che ha saputo interpretare e sviluppare la lezione dei grandi maestri del Rinascimento, dando vita a un’esperienza nuova, diversa seppur consequenziale a quella di Masaccio e Donatello, Brunelleschi e Michelangelo, è al Museo del Novecento con una mostra in corso fino al 18 luglio. Il ritorno di Moore nella sua amata Toscana, a quasi cinquant’anni dalla memorabile incursione al Forte di Belvedere (la più grande mostra mai dedicata all'artista) è soprattutto un viaggio alla scoperta della scultura e del valore del disegno nella sua pratica, attraverso la rilettura di alcuni temi centrali nella sua produzione. Lo scultore britannico, figlio di minatore, che aveva imparato a studiare il carbone, le rocce e le pietre grezze da cui prese spunto per le sue opere astratte in bronzo di grandi dimensioni, è al Museo del Novecento con il percorso Henry Moore. Il disegno dello scultore e con l’evento collaterale Henry Moore in Toscana, a cura di Sebastiano Barassi e Sergio Risaliti.Henry Moore, Rocky Landscape: Sunset, 1982 | Courtesy Museo del NovecentoGiotto, Michelangelo e l'arte tribale Lo stile dell’artista, influenzato dall'arte primitiva e tribale, rompe con i canoni classici tradizionali. Moore amava ispirarsi al corpo umano rappresentando nelle sue statue corpi primitivi e deformati, con le loro membra allungate. Talvolta i suoi soggetti sono donne, simbolo di fertilità, o figure supine che sottolineano l’appartenenza dell'uomo alla natura, in un equilibrio unico delle forme tra pieni e vuoti che diviene il carattere distintivo di tutta la sua pratica. E forse anche per queste tematiche, interpretate da sempre come un segno di speranza e di fede nell'umanità, che la mostra vuole essere, come ha ribadito Risaliti, “un dono alla città che ha sofferto una crisi pandemica drammatica e che sta uscendo a fatica ma con coraggio da questa situazione così difficile”. Così, nel giorno della riapertura dei musei nelle regioni “gialle”, Firenze cerca nel disegno e nella scultura la forza per la ripartenza. La mostra dedicata a Moore, erede e interprete dell’umanesimo nell'arte, accende un faro sulla produzione grafica di questo protagonista della scultura contemporanea che ha avuto modo di confrontarsi, nel corso della sua intensa attività, con la scultura primitivista ed extraeuropea, ma anche con le sperimentazioni formali e linguistiche delle avanguardie storiche, senza perdere di vista la tradizione della grande arte italiana dei secoli precedenti, da Giotto a Michelangelo.Dalla natura un repertorio di ritmi e forme “Lo scopo principale dei miei disegni è di aiutarmi a scolpire...Mi servo del disegno anche come metodo di studio e osservazione della natura. Mi accade anche, a volte, di disegnare per il puro piacere di farlo” diceva lo scultore. E infatti la narrazione al Museo del Novecento muove da un’indagine sul rapporto tra l’artista e la natura. “La natura fornisce allo scultore un repertorio illimitato di forme e di ritmi... I sassi e le rocce ad esempio mostrano il modo in cui la natura lavora la pietra...Gli alberi (i tronchi d’albero) insegnano a riconoscere i principi con cui si sviluppano e si rinforzano le articolazioni, rendendo agile la connessione tra le varie parti della struttura” diceva Moore. Henry Moore, The Artist's Hands, 1981 | Foto: © Nigel Moore, MenorUn Moore inedito La scelta dei temi che scandiscono l’esposizione fiorentina è dettata dalla volontà di “scavare’ in una zona del lavoro di Henry Moore finora poco indagata e meno nota al grande pubblico italiano, a partire dalle sculture, che immortalano figure sdraiate, e dai disegni della Seconda Guerra Mondiale. Da questa rilettura della produzione di Moore, nella quale si colgono interessanti richiami alla tradizione anglosassone, si intravedono ad esempio i disegni dedicati da Turner agli eventi atmosferici. Henry Moore, Maquette for Two Piece Reclining Figure No.1, 1959 | Foto: © Jaron JamesMoore e la Toscana: dalle cave Apuane al villino per le vacanze estive Il legame tra Moore e la Toscana, regione che tuttora ospita opere monumentali dell’artista e che nel 1925 lo accolse giovane durante il suo primo viaggio di studio in Italia, emerge invece dalla mostra Henry Moore in Toscana, l’evento collaterale in corso fino al prossimo 30 maggio al secondo piano del Museo Novecento. Il progetto, nato dalle costole della mostra concepita in collaborazione con la Fondazione Moore, approfondisce il legame tra lo scultore e la Toscana attraverso alcune opere provenienti da collezioni private che testimoniano, insieme a documenti e fotografie, la relazione artistica e affettiva che legò Moore alla regione e soprattutto a Firenze. “Quello di Moore - commenta Sergio Risaliti - non fu solo un innamoramento per l’arte di Giotto, Donatello, Masaccio o Michelangelo. In Versilia, lo scultore venne in contatto con la realtà manifatturiera locale, quella enorme tradizione di sapienza artigianale e artistica nelle mani degli scalpellini e dei cavatori”. Questo intenso legame emerge dalle tappe che scandiscono la mostra, articolata in sculture e fotografie. C’è Querceta e c’è il monte Altissimo, “un luogo affascinante ed eccitante” ricorda Moore, dove nelle cave “Michelangelo trascorse due anni della sua vita”. Da qui la spinta ad acquistare nel 1965 un villino dove lo scultore trascorse le estati insieme alla moglie Irina e alla figlia Mary. In occasione della mostra, un mediometraggio racconterà, attraverso testimonianze di personalità del mondo culturale toscano, la mostra del ‘72 e la presenza di Moore sul territorio. L’arte come “esortazione alla vita” Alla luce del periodo che stiamo vivendo la consapevolezza di Henry Moore risuona come un monito e, al tempo stesso, come esortazione e viatico. “L’arte - diceva l'artista - non è un sedativo o una droga, né un semplice esercizio di buon gusto, e neppure un abbellimento della realtà con piacevoli combinazioni di forme e di colori; è invece una espressione del significato della vita e un’esortazione a impegnarvisi con sforzi ancora maggiori”.Henry Moore, Man drawing rock formation, 1982 | Courtey Museo del Novecento Leggi anche:• Henry Moore in Toscana• Henry Moore. Il disegno dello scultore
  2. Vedere meglio dell'occhio umano: è la promessa delle fotocamere a risoluzione sempre più elevata che periodicamente ci ritroviamo ad acquistare. Ma un mondo segreto, altrettanto reale, resta fuori dal nostro sguardo. Ce lo svela Life in another light, il concorso internazionale di fotografia a infrarossi bandito da Kolari Vision, azienda leader nel settore che per il secondo anno consecutivo premia gli esploratori di questa affascinante dimensione parallela. Ewan J Richards, Derelict Boat from Above in Infrared, primo classificato nella categoria Aerial I Photograph Ewan J Richards / Kolari VisionMigliaia di scatti sono arrivati da tutto il mondo nella sede di Kolari a Raritan, nel New Jersey, per regalarci scorci del tutto inattesi sull’invisibile. Foglie di un bianco brillante, alberi variopinti come in una fiaba pop, cieli rosso sangue e rocce blu dipingono scenari ultraterreni che uno spettatore ignaro non esiterebbe a definire frutto di artifici digitali. Invece no, è tutto vero: la differenza la fa un obiettivo capace di apprezzare le radiazioni luminose anche oltre i 700 nm, mentre l’occhio umano si limita a lunghezze d’onda comprese tra i 400 e i 700. Il colore, si sa, è una questione di percezione. Ziryab Alghabri, Socotra Yemen, Menzione d'onore nella categoria Landscape I Photograph Ziryab Alghabri / Kolari VisionAstronomia, botanica, medicina sono gli ambiti privilegiati di questo tipo di fotografia, ma anche anche chi si occupa di ritratti ne conosce da tempo le virtù: con un uso sapiente degli infrarossi la pelle appare morbida e distesa, mentre la maggior parte delle imperfezioni scompare. Chi si limita a una declinazione “cosmetica” degli infrarossi, tuttavia, non sa cosa si perde: un mondo da scoprire o da reinventare, tra colori surreali e bianchi e neri ad alto contrasto, dove l’immaginazione più ardita diventa realtà. I paesaggi di montagna, con il loro mix di neve, rocce, acqua e vegetazione, sono tra gli esempi più spettacolari, come notiamo nello scatto Life on Mars di Katie Farr, primo classificato per la categoria IR Chrome (in copertina). Oppure nel giocoso Home di Lys Olson, terzo posto nella categoria Landscape.Lys Olson, Home, terzo classificato nella categoria Landscape I Photograph Lys Olson / Kolari VisionAnche per i ritratti si apre un mondo di potenzialità espressive. Dallo sguardo infuocato di A Worker di Muhammad Amdad Hossain, vincitore della categoria:Muhammad Amdad Hossain, A Worker, primo classificato nella categoria Portraits I Photograph Muhammad Amdad Hossain / Kolari VisionAi bianchi e neri sognanti di Adrift di Beamie Young: Beamie Young, Adrift, Menzione d'Onore nella categoria Portraits I Photograph Beamie Young / Kolari VisionLa sezione Fotografia Aerea regala visioni che assomigliano a quadri astratti: Paolo Pettigiani, Blood of the Earth, secondo classificato nella categoria AerialMa i Black and White non sono da meno e ci stupiscono con effetti grafici: Beamie Young, Succulents, terzo classificato nella categoria Black & White I Photograph Beamie Young / Kolari VisionE per chi predilige cromie più consuete, un'isola cresce come un cespuglio su una tela increspata di blu: Yuri Pritisk, Promised Island, terzo classificato nella categoria Aerial I Photograph Yuri Pritisk / Kolari Vision
  3. I pittori di Parma in una grande notte su Rai 5Nuovi programmi e documentari inediti ci attendono su Rai 5 per esplorare il mondo dell’arte nelle sue molteplici dimensioni. Da non perdere sulla rete digitale dedicata alla cultura è l’appuntamento di Art Night, con una puntata speciale sulla grande arte di Correggio e Parmigianino. Nell’anno di Parma Capitale italiana della Cultura, i maestri del Cinquecento emiliano si svelano in due documentari nuovi di zecca. Correggio, dall’ombra alla luce di Emanuela Avallone e Linda Tugnoli indagherà sulla fortuna ballerina di un grande autore che abbiamo riscoperto a poco a poco, mentre Parmigianino, il prodigio e la sconfitta di Maria Agostinelli e Silvia De Felice ricostruisce in forma di inchiesta il percorso a tratti oscuro di un “alchimista” del colore. A impreziosire il viaggio, le testimonianze di esperti  come Simone Verde, direttore del Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, Sylvain Bellenger, direttore del Museo di Capodimonte di Napoli, Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese di Roma, Melania Mazzucco, scrittrice con un debole per l’arte, e David Ekserdjian, studioso della Leicester University. Art Night: Pittori a Parma I Antonio Allegri detto il Correggio, Madonna col Bambino e i santi Gerolamo e Maddalena (detta Madonna di san Gerolamo o Il giorno), dettaglio, 1526-1528, olio su tavola, Parma, chiesa di Sant'AntonioIl legame tra arte e denaro è invece l’insolito ma stuzzicante argomento della serie in quattro episodi Money Art, in onda il giovedì in prima serata. Da Michelangelo a Cattelan, ci addentriamo negli oscuri intrecci tra ispirazione e finanza, per osservare come eventi storici di vasta portata, le trasformazioni dell’economia e le vicende dei singoli committenti abbiano influenzato anche i capolavori più noti.  In The Sense of Beauty, invece, lo scrittore e comico Domenico Frisby gira il mondo per confrontare le diverse forme e concezioni del bello. La puntata di martedì 19 gennaio ci accompagnerà tra falsari e clamorosi casi di truffa per rispondere a una importante domanda: davvero la bellezza di un’opera dipende dalla sua originalità?Chi sente la mancanza di un bel viaggio artistico, potrà poi consolarsi con la serie I più grandi musei del mondo, in onda da lunedì a giovedì con repliche in diverse fasce orarie: tra le mete di questa settimana, l’Ermitage di San Pietroburgo e la National Gallery of Art di Washington. Siete appassionati di fotografia? Eccovi serviti: venerdì 22 gennaio alle 19.10 il documentario Elliott Erwitt, il silenzio ha un bel suono ci racconta come sono nati alcuni scatti icona del XX secolo, restituendoci un nuovo ritratto dell'enigmatico reporter Magnum. Berthe Morisot (1841-1895), Davanti alla psiche, 1890 circa, Olio su tela, 46 x 55 cm, Firmata in basso a destra “B. Morisot” Martigny, Collezione Fondazione Pierre Gianadda, cat. rag. CMR 269 | IMPRESSIONISTI SEGRETI - Palazzo Bonaparte, Roma 6 ottobre 2019 - 8 marzo 2020Da Gauguin a Helmut Newton, l’arte incontra i sensi su SkyMaestri dell’arte di ogni tempo, indimenticabili collezionisti e icone della fotografia sono i protagonisti del palinsesto di Sky Arte HD. Anche questa settimana un ricco repertorio di documentari prodotti per il grande schermo arricchirà la programmazione della rete satellitare. Se Leonardo - Le Opere ci regala un giro del mondo tra i capolavori del genio rinascimentale (sabato 23 gennaio alle 10.50), Leonardo - Cinquecento evidenzia l’attualità degli studi dell’artista dall’ingegneria all’anatomia (domenica 24 alle 11.30). Le innovazioni dell’indimenticabile stagione tra Ottocento e Novecento ci aspettano in Gauguin a Tahiti - Il paradiso perduto (martedì 19 alle 8.30)  e Impressionisti Segreti, reportage da una delle mostre più esclusive degli ultimi anni (mercoledì 20 alle 9.15). Con Botero. Una ricerca senza fine (giovedì 21 alle 9.15) guarderemo da nuove prospettive la produzione di uno dei più riconoscibili e popolari artisti viventi, mentre Andy Warhol. Un ritratto restituirà la figura del padre della Pop Art attraverso inediti filmati d’archivio e interviste a chi lo ha conosciuto da vicino (domenica 24 alle 9.00). Spazio anche a un grande protagonista del contemporaneo in Italia con Alighiero e Boetti. Sciamano e Showman, per riscoprire una figura artistica di straordinaria originalità a 80 anni dalla nascita (venerdì 22 alle 18.00). Restando in Italia un’indimenticabile collezionista e animatrice della scena del secondo Novecento sarà al centro di Donna di Quadri. Graziella Lonardi Buontempo (venerdì 22 alle 7.45).  Alighiero e Boetti – Sciamano e Showman | Courtesy Sky ArteGiovedì 21 alle 23.15 Il Museo del Prado - La Corte delle Meraviglie ci condurrà invece in un affascinante viaggio nelle collezioni dei Reali di Spagna in compagnia dell’attore Jeremy Irons. E nel fine settimana, largo alla grande fotografia. Due gli appuntamenti da non perdere: Helmut Newton - Frammenti di intimità ci offrirà scorci dalla vita del celebre fotografo rubati dai suoi set in giro per il mondo (nella notte tra sabato e domenica, all’1.45), mentre in Rankin’s Photo Project il 2020 sarà protagonista con scatti scelti per rappresentare il tema dell’empatia (in prima visione sabato 23 alle 20.45). Da Mucha alla street art: le sorprese da scoprire onlineAnche questa settimana la rete si conferma un ricco serbatoio di novità in video. Su Arte tv, per esempio, ne scopriremo delle belle su Alfons Mucha - Il pioniere dell’Art Nouveau. Amato dai dandy della Belle Epoque come dagli hippie degli anni Sessanta, il pittore, illustratore e cartellonista ceco si svela in un documentario disponibile online fino al 25 gennaio. La serie Il design secondo Charlotte Perriand, invece, celebra la designer francese a 20 anni dalla sua scomparsa, prendendo spunto dalla grande mostra del 2019 alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi. Scrivanie boomerang, cucine “come piccole città”, rifugi come navicelle e case vacanze democratiche raccontano il design d’avanguardia da una prospettiva rivoluzionaria e femminile in 8 pillole da 5 minuti ciascuna. Sempre su Arte tv, infine, è disponibile la terza stagione di The Rise of Graffiti Writing: protagonista la street art in Europa tra gli anni Ottanta e Novanta, dalla metro di Parigi al Muro di Berlino, passando per il “Bronx” di Stoccolma e i treni tedeschi.Il design secondo Charlotte Perriand, online su Arte tv
  4. L'isola che non isola: è Procida la Capitale italiana della Cultura 2022
    “La cultura non isola”: è questo il nome del dossier con cui dalle acque profonde del Tirreno la piccola Procida ha sbaragliato Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra, le altre nove agguerrite finaliste in corsa per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2022. Per la prima volta nella storia dell’iniziativa, il riconoscimento va a un piccolo borgo (poco più di 10 mila residenti) e non a una città capoluogo di provincia o di regione. In più, ha spiegato il presidente della giuria Stefano Baia Curioni, Procida non vince per la sua bellezza o per la sua storia, bensì per la qualità del progetto presentato. “La terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafora dell'uomo contemporaneo. Potenza di immaginario e concretezza di visione ci mostrano Procida come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali”, si legge nel dossier di candidatura: “Procida è l'isola che non isola, laboratorio culturale di felicità sociale”.Veduta dalle vecchie carceri di Procida I Mentnafunangann, CC BY-SA 4.0 , attraverso Wikimedia CommonsQuarantaquattro progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti, 40 opere originali e 8 spazi rigenerati: questi i numeri di un anno che si preannuncia indimenticabile per la cittadina campana, pronta a raccogliere il testimone da Parma che, causa pandemia, conserverà lo scettro di Capitale della Cultura per tutto il 2021. Sull’isola la cultura non è fine a se stessa, ma si declina in cinque sezioni aperte su una realtà in mutamento: Procida inventa (mostre, proiezioni cinematografiche, performance e opere site specific), Procida ispira, in cui l’isola stessa diventa motore di immaginazione e creatività, Procida include, dove l’arte diventa terreno di interazione tra individui e collettività, Procida innova, perché il patrimonio culturale dell’isola si ripensi nel confronto con innovatori nostrani e internazionali, e Procida impara, alla ricerca di nuove, stimolanti modalità educative. Procida, Casale Vascello I User:Matthias Süßen, CC BY-SA 3.0 , attraverso Wikimedia Commons“Il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente”, recitano le motivazioni della giuria lette dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini durante la proclamazione di oggi, lunedì 18 gennaio: “Il contesto di sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato, la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria, la dimensione laboratoriale, che comprende aspetti sociali e di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare, grazie alla combinazione di questi fattori, un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura, che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al paese, nei mesi che ci attendono”. Procida, veduta aerea I CC0 Public Domain via Max Pixel
  5. Dal Van Gogh di Goldin alle opere degli Uffizi "interpretate" dagli chef: quattro appuntamenti con l'arte sul web
    Mentre i musei “in giallo” scaldano le sale in vista della ripartenza, il prossimo 18 gennaio, l’arte non rinuncia al suo dialogo “social” con il pubblico da casa. Così quell’ampia porzione di bellezza ancora confinata nelle sale spente confida nel web per tenere vivo il legame con i visitatori. Dal Centro San Gaetano di Padova, dove il Van Gogh di Marco Goldin aspetta di ritrovare il suo pubblico, agli Uffizi, promotori di una divertente iniziativa, ecco quattro appuntamenti “social” da segnare in agenda. • Dal 17 gennaio “Uffizi da mangiare” celebra l’incontro tra arte e gastronomia Uva, melograni, pesci e selvaggina escono dalle tele degli Uffizi per raggiungere la fantasia dei grandi chef. Ogni domenica, a partire dal 17 gennaio, le Gallerie posteranno un video su Facebook nel quale un noto personaggio del mondo dell’enogastronomia selezionerà un’opera dalle collezioni e, ispirandosi agli ingredienti degli artisti, preparerà, durante il video, una serie di pietanze. Se Fabio Picchi, patron del Cibrèo di Firenze, si confronterà con il Ragazzo con pesce di Giacomo Ceruti e Dario Cecchini “apparecchierà” la sua versione della Dispensa con botte, selvaggina, carni e vasellame di Jacopo Chimenti, Marco Stabile lancia in tavola la sfida ai Peperoni e uva di Giorgio De Chirico. Naturalmente sarà coinvolto anche Caravaggio. Ma i dettagli restano top secret. Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Bacco• Lunedì 18 gennaio sul sito di Linea d’ombra “Van Gogh. Sei quadri, sei storie” Il primo appuntamento della settimana - che si potrà seguire sulla pagina Facebook e sul sito di Linea d’ombra - è in programma lunedì 18 gennaio alle 21. In diretta dalle sale del Centro Altinate San Gaetano di Padova, che ospitano la mostra Van Gogh. I colori della vita (aperta appena per tre settimane e poi chiusa per le conseguenze dell’emergenza sanitaria) il curatore Marco Goldin offrirà un racconto dal vivo intitolato “Van Gogh. Sei quadri, sei storie”. “Voglio tenere accesa una fiammella - sottolinea Goldin -. Il proseguire delle chiusure delle mostre, dall’inizio di novembre ci getta nello sconforto. Però voglio continuare a parlare di pittura, a raccontarla, a scriverne, e lo farò fin quando sarà possibile”. Mentre i musei del Veneto si avviano a prolungare la chiusura imposta dalla permanenza in zona arancione, nella diretta di lunedì Goldin racconterà il sulfureo Paesaggio al crepuscolo (1885), l’Autoritratto con cappello di feltro grigio (1887), Il seminatore (giugno 1888), mentre “Il postino Joseph Roulin” offrirà il pretesto per parlare di una straordinaria amicizia. Non mancheranno il Paesaggio a Saint-Rémy del giugno 1889, una sinfonia di vento e natura, e infine Covone sotto un cielo nuvoloso, uno degli ultimissimi dipinti di Van Gogh, realizzato a Auvers prima della fine di luglio del 1890. Vincent van Gogh, Autoritratto con cappello di feltro grigio, tra settembre e ottobre 1887, Olio su tela, 44 x 37.5 cm, Amsterdam, Van Gogh Museum• Dal 19 gennaio alla Triennale si parla di Bauhaus Mentre la Lombardia dovrà rassegnarsi alla chiusura dei luoghi della cultura, apprestandosi a passare dall'arancione al rosso, la Triennale di Milano porta avanti la sua programmazione online Upside Down, nel segno del Bauhaus. Il 19 e il 22 gennaio sono in programma i prossimi appuntamenti con A New European Bauhaus, un ciclo di conferenze digitali in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche e culturali dei paesi europei con cui da quasi un secolo Triennale Milano intrattiene relazioni accademiche. Da novembre, attraverso un format aperto e gratuito, live su Zoom e successivamente sul sito e sul canale YouTube dell’istituzione, Triennale chiama a raccolta curatori, designer, studiosi e direttori invitandoli a ragionare sul progetto di un Nuovo Bauhaus lanciato dalla Commissione Europea. • Il 18 gennaio, 1° e 22 febbraio Sul filo della memoria: gli archivi d’artista si raccontano Gli archivi d’artista si raccontano attraverso un ciclo di tre talk ai quali il pubblico potrà partecipare collegandosi alla piattaforma Google Meet, il 18 gennaio, 1° e 22 febbraio alle 18. L’AitArt - Associazione Italiana Archivi d’Artista - propone per la prima volta in versione online tre appuntamenti. Il primo, previsto per lunedì 18 gennaio, è con l'Archivio Alberto Zilocchi, fondato a Milano nel 2016 dalla figlia dell’artista. Protagonista dell’incontro del 1° febbraio sarà invece l’Associazione Archivio Piero Leddi, nata nel 2014 a Milano con lo scopo di organizzare la catalogazione delle opere del pittore, mentre l’ultimo appuntamento, il 22 febbraio, è con l’Archivio Pippo Rizzo, un’associazione culturale costituita nel 2013 a Palermo dagli eredi dell'esponente del Futurismo siciliano.Studio Piero Leddi Leggi anche:• La Triennale accoglie la sfida per un nuovo Bauhaus• In arrivo a Padova i colori di Van Gogh

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
website by Pascal McLee