Hanno scritto di lei

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi con Caterina MassaIl critico e storico dell'arte Vittorio Sgarbi si sofferma ad ammirare con visibile apprezzamento i lavori ceramici di Caterina Massa e si interessa alla tecnica utilizzata ed alle modalità realizzative delle opere dell'artista savonese.

febbraio 2012

Guido Folco

Il complesso mondo della ceramica, tra cui il raku, è una sfida culturale e artistica per le creazioni di Caterina Massa, splendida interprete dell’eleganza formale e dell’eclettismo tecnico, necessari per esercitare con rigore plastico e formale tale disciplina.

Guido Folco (dicembre 2011)

Didi Cutrufo

“L’astrazione dell’artista non vuole approdare ad una rigida formalizzazione del linguaggio plastico, bensì ad una strutturazione geometrica che lasci libera una componente lirica esaltata dagli elementi iconici”.

Didi Cutrufo (febbraio 2008)

Marco Pennone

…le ceramiche della Massa sono estremamente emozionali e adatte al suo temperamento mite ma al contempo volitivo. La forza e la e la dinamica di queste opere si basano sul gioco alterno di impasti e di superfici levigate. Su queste ultime l’artista pone degli inserti con acuta intenzionalità narrativa, come per tracciare una frase, od un breve racconto, oppure per definire una forma recuperata dagli anfratti della coscienza …Insomma la Massa prosegue quella sua riflessione sulle relazioni tra organico e geometrico, tra superficie e profondità, tra luce ed ombra, che segna tutta la sua sperimentazione plastica. E lo fa avvalendosi ancora una volta della prediletta tecnica raku,arricchita dalla tecnica “neked o raku nudo, che conferisce un effetto terra con segni di fumo… L’astrazione diviene spesso un passaggio quasi obbligatorio nell’evoluzione di un artista ...unita alla geometria l’astrazione diviene simbolo di rigore interiore, anelito alla continua “perfettibilità”. Sembra che Caterina abbia intrapreso fin dagli esordi questo arduo e difficile cammino; che “in itinere” abbia via via sempre affinato e perfezionato i suoi moduli espressivi; e che ora si presenti a noi con opere che in qualche misura completano un ciclo e ne segnano un punto nettamente alto. Ma sarà sempre una tappa in una via ancora feconda di nuovi e intensi traguardi.

Marco Pennone (maggio 2007)

Silvia Bottaro

Caterina Massa, l’altro fuoco della “ terra”

Caterina Massa è una personalità emergente tra le molte che si dedicano alla ceramica in questa terra dove tale materia ha scandito la nascita di tanti artisti e movimenti dal Novecento in avanti. L’antica tecnica raku è coltivata con originale vena e capacità legata al mistero di tale cottura. Piatti ovali, grandi vasi, anfore fanno parte della sua manualità posta al servizio della foggiatura del pezzo che è poi a volte inciso, smaltato oppure trattato con la tecnica neked. Il risultato sono opere raffinate con una sorta di craclè di fondo che germina un reticolo antico su cui ordire “le parole” nuove della Massa in un gioco di pieni e di vuoti eleganti e sottili, raffinati nella gamma coloristica e decorativa.

Silvia Bottaro (novembre 2006)

 

La Massa avverte l’incanto e la vitalità degli elementi e giocando con essi, avendo col tempo acquisito una particolare capacità tecnica, specializzandosi nel raku, ha iniziato il suo percorso di ricerca sulle forme, sviluppando via via, un’iconografia originale.
Giunge a certi lavori che attraggono l’osservatore grazie alla loro forza figurativa, anche se non compiuta totalmente, vi è, quindi, una sorta di intento illustrativo col palese uso di metafore. La ceramica, in un certo senso, pare aver “liberato e completato” la vita della Massa. Dedicarsi a tale materia per “raccontare” il suo metodo di sentire la ideazione contemporanea è, pure, una sorta di difesa contro le “dolenze” del mondo ed è una ragione per cercare di ghermire la serenità.
 C.M. si rivela sensibile alla comunicazione mediatica, in parallelo con echi dalla pittura morandiana: coli allungati, silhouette sinuose rappresentano un atlante di immagini inusuale, per certi aspetti, per porre in rilievo un motivo di osservazione mosso da tagli salienti, colori luminosi e trasparenti, contro opacità di fondo alquanto problematiche. In tal senso la nostra autrice è autentica, è se stessa e sicura nell’esercizio e nel possesso del fare ceramica raku che diviene, così, prosa contemporanea.

Silvia Bottaro (gennaio 2005)

Franca Maria Ferraris

Con le immagini appena viste e godute ancora vive negli occhi, devo confermare che Caterina, alle proprie ceramiche-piatti, lastre, vasi-lavorate con tecnica raku, non manca mai di infondere il fascino sottile e ambiguo della poesia.
Anche il rigore geometrico domina sempre nelle opere di questa artista, sia come simbolo di perfezione cosmica, sia come quel “quid” sia la materia invoca per avvicinarsi alla perfezione dello spirito, seguitando a connotarsi nella scelta delle linee e delle forme librate verticalmente, oltre le misure fisse del tempo e dello spazio…
L’esito è l’aver messo in rilievo che, nonostante tutto, il senso della poesia continua a scorrere anche nelle vene un po’ irrigidite dell’uomo avviato verso il terzo Millennio.
È questo l’ulteriore messaggio che, attraverso le proprie opere, C.M., invia all’uomo tecnologico del nostro tempo, che non abbia ragione di nuocere alla sua sensibilità di “uomo poetico”. Entrambi questi due ambiti mentali, hanno la necessità oggi doverosa più che mai, di coesistere parallelamente, e insieme di compenetrarsi a vicenda con saggezza e umiltà, pena l’impossibilità di percepire la presenza di quelle piccole isole felici che ciascuno porta in sé.
Queste “isole” che Caterina fa vivere nella propria arte, affinché chi vi approda riesca a trovare, almeno un’oncia, della tanta anelata felicità.

Franca Maria Ferraris (novembre 2004)

Arnaldo Fontana

La Massa, persegue una pittura che non vuole dire, non vuole raccontare, né vuole identificare, ma vuol sentire e far sentire quel suono pur trasmissibile col colore che dal suo attorno e dal suo dentro percepisce, avverte, sintetizza, e offre.
Discorso artistico che, in questo senso, si fa ben più certo e solido nelle ceramiche, per la semplice ragione che in aiuto a questo suo modo concorre la materia stessa e la materia specifica, più consone al carattere di questa artista savonese, ad ottenere risultato emozionale dove il caso ha una sua componente di indeterminatezza e complicità d’astrazione.
Nell’opera della Massa non si tratta d’individuare categorie o soggetti, ma emozioni che presenta in espressioni proprie con forza a volte così travolgente da sconvolgere il singolo rappresentato per mescolarlo ed associarlo ad altri, come se tutti fossero uno assieme e nel tempo stesso distinti.

Arnaldo Fontana (febbraio 2002)

Chino Bert

La ceramica di Caterina Massa, originalità dell’arte informale

Il mondo artistico figurativo dove Caterina Massa si muove ed opera è assolutamente personale ed originale. Impressioni pittoriche e sensazioni cromatiche fanno dell’opera artistica della Massa un mondo irreale; a volte deciso, a volte sfumato e a volte informale ed astratto.
Ciò che più affascina nelle ceramiche è il colore vivo ma trasparente e luminoso. L’artista gioca molto sui toni “Camailleux” dei blu, delle terre e dei gialli. C’è come uno smalto ed una luce giovanile nelle ceramiche recenti. Anche nelle tele prettamente astratte. Caterina Massa, ricerca e fissa con forza decisa una visione delle cose, dei movimenti e dei ritmi, filtrate dal “suo vedere” quasi onirico…
La sua è un’arte che suggerisce senza imporre. È accennata lasciando posto, a chi l’ammira, d’interpretarla. È quasi con umiltà che la Massa lascia scoprire il suo mondo interiore ricco di sfaccettature ma riproposto a chi lo guarda, con rigore e sintesi.
Passata dalla formazione culturale umanistica a quella artistica la Massa mostra tutta la sua forte personalità e maturità. È il suo geniale “scrivere” sulle tele e sulle ceramiche, con la tavolozza colorata e sottolineata da forti segni, che affascina ed ammalia.

Chino Bert (aprile 2002)

Fernanda Banchi

Caterina Massa forgia la ceramica con un processo di estremo impegno che emerge attraverso la materia nella ricerca reale dei soggetti in chiave universale. Il suo occhio di artista evidenzia le sue composizioni ad ampio respiro con una ricchezza di contenuti e di proprietà coloristiche ricche e vivaci. Il lavoro artistico di Caterina si adegua al nostro tempo e si proietta nel futuro con una tecnica del tutto personale, colma di espressione cromatica nella linea tangibile del segno.

Fernanda Banchi (luglio 2000)

Renata Rusca

Caterina è una donna vivace, la sua personalità brillante, attraente ricca di risorse, viene stimolata da tutto ciò che è nuovo, diverso, anche se niente e nessuno può mai imprigionarla.
È amante dell’avventura e del cambiamento, per cui qualche volta, è difficile interpretare il suo modo di essere. Ma nella sua arte esprime un’anima forte, autoconfidente, indipendente e dominatrice. Le sue creazioni sono quindi semplici, chiare, nette, ben delineate.

Renata Rusca (1995)

Maria Teresa Castellana

Il quadro diventa opera ceramica nel percorso artistico di Caterina Massa che ha sostituito la tela con la superficie di una piastra e di un tondo di argilla per ricreare il proprio orizzonte di colore. L’artista ripropone gli stilemi della sua opera pittorica e li trasforma, operando nell’ambito di una moderna interpretazione dell’arte figula, originale e sobria ad un tempo.

Maria Teresa Castellana (1995)

Cecilia Chilosi

Il linguaggio di Caterina Massa si precisa attraverso nitidi piani e nette volumetrie di impronta geometrica. Il risultato è il risalto ottico, accentuato dalle intense e unite zone di colore vivo, acceso, steso in assoluto contrasto che nega volutamente i mezzitondi, le sfumature e i trapassi chiaroscurali.

Cecilia Chiosi (1992)

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